Quando arriva la quattordicesima per questo 2024 e a chi spetta?

Quale sono le novità che hanno a che fare con l’arrivo della quattordicesima: si tratta di una entrata che tantissimi lavoratori aspettano ogni anno. Scopriamo quando arriverà e quali sono i requisiti.

Come ogni anno, anche per questo 2024 si avvicina il momento della quattordicesima, per chi non lo sapesse si tratta di una mensilità in più che viene riservata solo ad alcune categorie di dipendenti e pensionati. A tutti gli effetti si tratta di una vera e propria gratifica feriale, è cosi che da tempo viene definita.

Quattordicesima
Quattordicesima

La differenza con la tredicesima è che questo contributo non è destinato a tutti i lavoratori ma solo a coloro per cui è previsto nel contratto collettivo nazionale, per i pensionati invece lo potranno ricevere  solo coloro che hanno 64 anni e un reddito complessivo che arriva fino a due volte il trattamento minimo annuo del Fondo Lavoratori dipendenti.

Questo contributo, per il 2024 viene erogato tra i mese di Giugno e Luglio, ma la data di pagamento cambia per ogni lavoratore a seconda della categoria in cui si trova e del settore di appartenenza. Ci sono delle differenze che possono essere controllate nel proprio contratto collettivo nazionale. Per questo motivo alcuni lavoratori la riceveranno a Giugno e altri a Luglio.

Quattordicesima, come si calcolano gli importi in busta paga?

Una volta capito di che cosa stiamo parlando, un dettaglio importante da tenere a mente è che per i dipendenti, l’importo della quattordicesima viene calcolato sulla base della retribuzione lorda mensile che si è ricevuta nell’anno precedente, poi l’importo varia anche a seconda dell’anzianità e del reddito di ogni contribuente.

Quattordicesima
Quattordicesima

Ovviamente quando si calcola l’importo della quattordicesima è necessario fare sempre una distinzione tra dipendenti privati e pensionati. I primi: vedranno l’importo calcolato in base alla retribuzione lorda mensile e quindi: pari a un dodicesimo della retribuzione ricevuta nei dodici mesi precedenti, viene poi moltiplicato per i mesi in cui si è effettivamente lavorato e diviso infine per dodici. Per potere calcolare questo contributo vengono presi in considerazione solo i mesi in cui si è lavorato per due settimane.

E non finisce qua, nel calcolo finale rientrano anche i giorni di ferie, festività, permessi, congedi di maternità e di paternità e il congedo matrimoniale. Non vengono invece calcolati gli straordinari o i periodi di aspettativa o il lavoro notturno.

x

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *